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mercoledì 27 febbraio 2008

Il debito di Abramo

Humberto de Campos, Grãos de mostarda

Non era da oggi e né da ieri che Abramo Efraim, il conosciuto proprietario dell'agenzia di prestito su pegno Efraim&Fratelli, nutriva profondi interessi per la sposa di suo amico Isaac Fernandes. Le sue ricchezze, la sua parlantina, le sue dichiarazioni fatte di persona o dal telefono pubblico, non lo avevano intanto, mai fatto progredire un sol passo verso la sua disonesta pretesa.
Con le donne, però, non conviene disperarsi. Dietro ad ogni angelo custode si nasconde un demonio, in modo che, alla minima distrazione dell'angelo, il demonio prende sopravvento. E questo cambio di guardia nella casa di Isaac Fernandes è arrivato, in quel pomeriggio dolce di maggio, poco dopo il mezzo giorno.
Il giorno prima, la formosa signora aveva visto nella vetrina di un negozio, in centro, un cappello, e lo sognava ogni notte. E lo sognava ancora, quando Abramo, di baffo storto e nero, di naso giudeo piegato verso bocca, ha salito le scale, con l'intimità che aveva in quella casa .
La presenza di quel pretendente illuminò, d'un tratto, lo spirito della formosa giudea. Un bacio ad Abramo, se le avessi chiesto, e avrebbe avuto il cappello.
— Buongiorno, Rachele!
— Buongiorno, Abramo!
— Allora, sei risoluta a salvare l'anima mia?
— Dipende, Abramo. Se salvi la mia situazione, salverò l'anima tua..
E sedendosi accanto.
— Senti, ho bisogno, oggi, di cinquecentomila réis (*). E' un caso urgente. Trovameli, e avrai quello che vuoi.
— Subito?
— Subito!
In un salto, Abramo Efraim era per strada prendendo direzione. Il negozio più vicino, dove avrebbe potuto trovare i soldi, era quello di Isaac Fernandes, marito di Rachele. E lì entrò.
Isaac, prestami cinquecentomila réis per qualche ora? Te li restituisco oggi stesso.
Venti minuti dopo, stava Rachele con i cinquecentomila réis, e Abramo, contento con la vita, nelle braccia della donna più formosa del popolo di Israele. Scendeva, uno dopo l'altro, due ore dopo, i gradini della casa dove aveva passato momenti indimenticabili della sua esistenza, quando, sotto, agli ultimi gradini, si imbatté con Isaac, che saliva.
— Tu, da queste parti, Abramo?
— E' vero, Isaac. Son venuto a ricerca di te. Grazie mille, mio vecchio.
E stringendo la mano all'amico:
— Son venuto a restituirti i cinquecentomila réis che mi hai prestato... Li ho lasciati con tua moglie...


(*) NdTr.: Réis era il plurale di Real, moneta usata in Brasile dal periodo coloniale fino al 1943.

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